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Friedrich, Viandante sul mare di nebbia, 1818

 

 

Quel poco che riusciamo a strappare

alle nostre occupazioni abituali,

non sopportiamo di trascorrerlo nell'ozio: preferiamo invece dedicarlo all'esercizio della lettura, affinché si rafforzi la disposizione dell'animo nell'acquisire il sapere, senza il quale la vita dei mortali non è condotta in modo degno di uomini liberi.

                                                Federico II di Svevia

 

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After the Shipwreck, incisione di Gustave Doré, 1875

 

Ogni generazione riscrive la storia variandola,

ma ripetizione non è.

Ha senso discutere per tanto poco?
Si, perché l'approssimazione

distrugge ogni Scienza..."

                                            Andrea Carandini

 

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L'immortalità dell'opera compiuta dagl'individui, che, morti, pur vivono nel ricordo nostro e vivranno in quello degli avvenire. E un atto di vita, che serve alla vita, è quel trascrivere storie vuote e raccogliere documenti morti. Verrà il momento che essi ci agevoleranno a riprodurre, arricchita, nel nostro spirito la storia passata, rifacendola presente.

                                              Benedetto Croce

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Intervista allo storico francese,

Jacques Le Goff.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In evidenza

Un bel connubio tra poesia e luoghi incantevoli del territorio romettese.

 

(poesia di Silvia Pedrini e voce di Roberto Bonaventura, video eseguito da TrinitArt con il patrocinio del Comune di Rometta (ME)

 

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Per il nuovo video dei Malanova presentato a Rometta nella Sala Consiliare.

 

Per la presentazione del nuovo "canto" dei Malanova

      Oggi, il gruppo musicale “Malanova", presenta il suo nuovo “canto” All'aria, con un video “girato” interamente in due luoghi di Rometta a noi tanto cari e pieni d’incanto: villa castello e le cateratte d’acqua di silimò, fonte peloritana del torrente Bagheria. In questi luoghi, ogni pietra è un racconto, una storia. Io ho avuto la fortuna di ascoltare i fatti, i “cunti”, i racconti dei nostri anziani che hanno vissuto in questa terra quando la memoria si tramandava da padre in figlio, da generazione a generazione senza il supporto della tecnologia contemporanea. Solo la voce e la memoria raccontavano di una terra “dura, fragile”, dove donne e uomini vivevano in una terra “incantata”, animata da miti, santi, saracini, grano e truvature, tesori favolosi nascosti e protetti da incantesimi. E a Rometta, in cima ad una pietra, sulla sommità di una collina dall’aspetto di una montagna inaccessibile, la grande storia è passata con tutto il suo peso ed ha lasciato i segni di questo passaggio: una pietra, una grotta, un muro diroccato, una chiesa, un sepolcro, una reliquia, una pergamena. E' come se sfogliassimo un libro impresso sulla pietra. Sta a noi cogliere il racconto del tempo passato e comprendere il nostro presente ma anche per dare un senso all’oggi. continua a leggere

 

 

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Presentazione degli Atti del 2° Convegno di Studi storici svoltosi nel 2017 a Barcellona Pozzo di Gotto.

Si è svolta nella mattinata di giovedì 8 marzo 2018 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (DICAM) dell’Università degli Studi di Messina, Polo Universitario Sede Viale Annunziata, la presentazione degli Atti del 2° Convegno svoltosi nell’aprile del 2017 a Barcellona Pozzo di Gotto nell’incantevole sito del Parco Museo Jalari. Dopo i saluti del Direttore del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, Mario Bolognari e del Presidente della Società Nissena di Storia Patria, editrice degli Atti, Antonio Vitellaro, è toccato a Giuseppe Restifo, ordinario di storia moderna all'Università di Messina mettere in risalto tematiche ed aspetti affrontate dalla pubblicazione. Diversi sono gli studi riguardanti documenti d’archivio i....continua a leggere

 

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La Piana di Milazzo: territorio e ambiente dall’antichità ai primordi dell’era moderna con illustrazioni fuori testo (estratto dagli Atti del Convegno “Sicilia Millenaria, dalla microstoria alla dimensione mediterranea”, Montalbano Elicona, 9-10-11 ottobre 2015).

Milazzo. Come si presentava la spiaggia di ponente all'indomani dell'alluvione

dell'ottobre 2015: tronchi e lordure varie sparsi lungo tutto il tratto di riva compresa

tra la foce del Mela e la spiaggia del Tono.

 

        

 

Un primo approfondimento conoscitivo sui caratteri originali di un vasto territorio, la Piana di Milazzo (Sicilia), area da sempre soggetta ad una forte antropizzazione che lungo lo scorrere dei secoli ha interagito con le risorse ambientali le cui conseguenze si avvertono ancora oggi, come le continue alluvioni e i dissesti idrogeologici. Un excursus storico basato sulle fonti e sugli studi per definire le peculiarità non solo geomorfologiche dell’area settentrionale tirrenica del messinese. L'’ampia fascia di territorio che va da Villafranca Tirrena sino al promontorio di Tindari può essere definita uno spazio omogeneo dai caratteri geografici, fisici ed antropici tali da formare una macro-area accomunata da un’intensa e continua presenza umana, manifestatasi a partire dalle epoche più remote, con variabili più o meno caratterizzanti per singoli siti, per approdare alle soglie dell’età contemporanea. Leggi la relazione

 

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In questi giorni gira nel mondo globale dell’informazione un antico monito, un leitmotiv che ricorre in tutte le guerre scatenate nel medioevo contro il cristianesimo, promosse dall’Islam sin dal suo apparire sullo scenario storico: “conquisteremo Roma e il Mondo”. A lanciarlo, oggi, è lo “Sceicco Ibrahim”, al secolo, al Baghdadi, leader di uno Stato islamico (Is), fondato su gran parte dei territori dell’est della Siria e dell’ovest dell’Iraq e autoproclamatosi Califfo dei Musulmani nonché capo delle milizie Jadiste. Ed in questo, colui che già definiscono “il califfo nero”, non è troppo dissimile da tanti condottieri islamici che nella storia, travagliata e insieme, gloriosa dell’Impero islamico, hanno proclamato la lotta lungo il sentiero tracciato da Dio contro i nemici dell’Islam. Uno dei tanti ghd (gihad) fu proclamato all’inizio dell’900 d.C. da Ibraim-ibn-Ahmed, signore di Kairouan (città tunisina posta a poca distanza dalla costa orientale) e governatore, per conto del califfato Abbaside di Baghdad, dell’Africa del nord (l’Ifriqiyyah musulmana). Furono gli stessi storici arabi del medioevo a dipingerlo come uno dei più sanguinari e temibili capi musulmani per la spietatezza utilizzata nel reprimere i suoi avversari sia interni ...continua a leggere su www.storico.org

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            I falò romettesi per “u capidduzzu di Maria” di Crispino.

 

Ricordi legati alla mia infanzia.

 

Non vedevo l’ora che arrivasse il primo sabato di settembre. Sul far della sera, assieme a mio padre e a tanti altri abitanti di San Cono, frazione di Rometta (ME), ci trovavamo ai bordi della strada provinciale per S.Domenica, in contrada Scoldara, per i falò (vamparizzi o bamparizzi), accesi mentre in lontananza, a Crispino il segnale degli spari e dei “botti” annunziava la partenza della processione della reliquia del capidduzzu di Maria (secondo la tradizione locale si tratterebbe di un capello della Vergine). Decine di fuochi brillavano in lontananza, da Gimello a Safì, sino a Santa Domenica e a Conduri, tutti lì ad onorare con un rito che si tramandava nelle terre romettesi da generazioni, sin dal lontano 1650 quando fu donato al Santuario ...continua a leggere

 

 

 

 

 

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