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Presentazione presso l'Aula Magna del DICAM dell'Università di Messina, degli Atti del 2° Convegno di Studi storici svoltosi nel 2017

a Barcellona Pozzo di Gotto.

 

Aula magna del DICAM: (da sinistra, Restifo, Bolognari, Manduca e Vitellaro)

 

 

Si è svolta nella mattinata di giovedì 8 marzo 2018 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (DICAM) dell’Università degli Studi di Messina, Polo Universitario Sede Viale Annunziata, la presentazione degli Atti del 2° Convegno svoltosi nell’aprile del 2017 a Barcellona Pozzo di Gotto nell’incantevole sito del Parco Museo Jalari. Dopo i saluti del Direttore del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, Mario Bolognari e del Presidente della Società Nissena di Storia Patria, editrice degli Atti, Antonio Vitellaro, è toccato a Giuseppe Restifo, ordinario di storia moderna all'Università di Messina mettere in risalto tematiche ed aspetti affrontate dalla pubblicazione. Ha moderato Raffaele Manduca, professore associato di Storia Moderna presso l'ateneo messinese. Diversi sono gli studi riguardanti documenti d’archivio inediti o, in passato, appena esaminati ma che delineano grandi panorami storiografici. La pubblicazione degli Atti ad opera della società nissena di Storia Patria concorre ad ampliare la vasta gamma dei contributi disponibili per una sempre maggiore comprensione del tempo trascorso e dove tutti possono attingere spunti tutt'oggi attuali di meditazione.

“Questa miscellanea – a dirla con le parole di Henri Bresc scritte per l’occasione della pubblicazione degli Atti barcellonesi – denota un gran numero di revisione e di mutazione nelle idee che sottendono le ricerche storiche in Sicilia”. E sì. La storia di Sicilia come tutte le indagini storiografiche è in continuo fermento, mai statica. Un’evoluzione di conoscenze, legate agli studi di ambiti locali, mai così floridi. Dal libero Gruppo di Ricerche del Valdemone, e dal suo rappresentante simbolo, Filippo Imbesi, la spinta ideale intorno alla quale coagulare molteplici interessi di ricerca: questa non più avulsa dalla Macrostoria ma è produttrice di informazioni e conoscenze particolari e concrete, legati al territorio, elementi imprescindibili dei contesti e delle varie stratificazioni.

Un momento della presentazione con Imbesi, Vitellaro, Manduca e Restifo.

 

Anche il Convegno del Parco Jalari di Barcellona P.G. si è mosso sulla scia tracciata dagli altri simposi di ricerca storica, tenuti in diversi centri della Sicilia tirrenica e rappresentano delle vere e proprie officine di “insiemi di informazioni” e di proposte concrete di vie, alcune percorse, ma altre da esplorare nella ricerca delle tracce che compongono il variegato quadro dell’interazione tra ambiente e agire umano. Tra gli Atti, adesso pubblicati, in cui frammenti e tracce vitalizzano il passato della Sicilia illuminandone ampi tratti, mi piace ricordare, oltre al mio incentrato sulla falsificazione delle fonti storiche in Sicilia tra XV e XVIII sec.:

- l'inesauribile fonte di studio “Le carte messinesi dell’archivio ducale Medinaceli di Toledo” indagate da Luciano Catalioto;

- la ricerca sul “Castello di Patti: teorie ed ipotesi sulla costruzione di un sito fortificato” di Giovambattista Costantino;

- l'inedito della ricerca storiografica “L’assedio di Milazzo del 1718: aspetti storici e loro rilevanza nel contesto politico internazionale” di Giuseppe Pandolfo;

- gli stati d’avanzamento degli studi su un’opera architettonica del passato la cui funzione originaria è ancora tutta da definire “La chiesa di Santa Maria dei Cerei in Rometta dopo gli interventi di Fancesco Valenti (1913-27): restauro del monumento e revisionismo ideologico nazionalista” di Alessandro Di Bennardo e “I misteri della chiesa di Santa Maria dei Cerei di Rometta” di Filippo Imbesi;

Giuseppe Restifo

 

 

- gli sprazzi di vita economica e sociale inediti tra le righe dei documenti d’archivio in “La Regia Secrezia di Milazzo dal 1742 al 1758” di Giuseppe Ardizzone Gullo ed ancora “Da Montalbano a Toledo: una vecchia pergamena racconta…” di Giuseppe Pantano, per passare a “Possideatis uti possidetis». La magna usurpatio di Gala” descritta da Filippo Imbesi;

- due donne al vertice del Regno di Sicilia “Sulle tracce di due Regine: Adelaide del Vasto ed Eleonora d’Angiò” indagate da Roberto Motta;

 “Un po’ di luce sulla via Valeria romana” di Luigi Santagati; “Problemi di storia del cristianesimo antico e medievale in Sicilia, tra oriente e occidente” di Alessio Mandanikiotis.

Non va sottaciuta, infine, anche la funzione divulgativa, operata dagli incontri congressuali, con la consapevolezza di contribuire a trasmettere la conoscenza del patrimonio storico, archivistico e culturale indispensabile per assicurarne la tutela oltre a preservare, per le future generazioni, la conoscenza e l’esistenza dei Beni Culturali in genere.

Copertina della pubblicazione degli Atti.

 

 


 

 

 

 

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